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Terre promesse.
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"Lo stile di una cultura si distilla attraverso generazioni e generazioni; ogni particolare del nostro vestire, mangiare, salutare, arredare di casa, divertirci o pregare, porta tessuto in sè fili segreti che traggono le proprie radici da periodi particolarmente felici nella storia, dalle sensibilità d'artisti, di poeti, di critici, di filosofi, di attori e di attrici, di aristocratici o di ribelli, di maestri del vivere, insomma di tutti quei supremi giardinieri dell'endocosmo che pettinano con genio le nostre concezioni". Ore Giapponesi, Fosco Maraini
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“Per prendere confidenza con una città straniera è necessario disporre di un luogo appartato, un luogo su cui si può contare e dove si può restare soli quando la confusione delle voci nuove e incomprensibili diventa troppo grande. Questo luogo ha da essere tranquillo e silenzioso, nessuno deve vederci quando in esso cerchiamo riparo, e neanche quando poi decidiamo di lasciarlo. La cosa più bella è sparire in un vicolo senza uscita, fermarsi davanti a un portone di cui si ha la chiave in tasca, e aprirlo senza che anima viva ci possa sentire”. Le voci di Marrakech, Elias Canetti |
“Moroccan views” nasce per inaugurare il ciclo di mostre che il Mama’s, locale di tendenza situato nel Sannio, ha deciso di ospitare nei propri spazi dal 5 dicembre 2008 al 14 febbraio 2009.
“Con un occhio alla vocazione di intrattenimento del locale e senza rinunciare ai suoi temi cari come quello del viaggio, l’attenzione dell’autrice cade su dettagli che, stretti in insolite e raffinate inquadrature, svelano la grazia del suo sguardo”. IP |
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"A Istanbul, mi è sempre piaciuto di più l'inverno che l'estate: ancora oggi rimango a osservare i pomeriggi che arrivano presto, gli alberi senza foglie che tremano nel vento, gli uomini con giacche e cappotti neri, sulle strade semibuie, che tornano a casa in fretta, nelle giornate di fine autunno o inizio inverno. Anche i muri dei palazzi antichi e delle vecchie case signorili di legno ormai crollate, che adesso hanno preso il colore speciale di Istanbul, fatto di trascuratezza e desolazione, mi risvegliano dentro una dolce tristezza e un desiderio di contemplazione". Istanbul, Orhan Pamuk
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"Lungo il tragitto abbiamo attraversato distese sconfinate di savana, bagnati da una luce straordinaria che rendeva non solo il cielo terso, ma dipingeva ogni cosa di ambra come fosse già il tramonto. Ci siamo fermati per un po' e intorno c'era un silenzio remoto. Guardare quell'orizzonte mi ha commosso e ho sentito che qualcosa di grosso mi mancava o che qualcosa di grosso era stato perso". Il mio primo viaggio in Africa, taccuino di viaggio
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C’era una volta un albero bravo a cantare. L’albero cantò per 9990 anni. Ogni foglia somigliava a una canzone. Quando una foglia cadeva nel fiume, il fiume iniziava a cantare. Quando la foglia si librava nel vento, iniziava a cantare… Questo albero è l’antenato degli Zhuang. Nel 1998, con il desiderio di trasmettere la cultura e l’arte del canto popolare degli Zhuang, il Ministero della Cultura cinese con il Governo della Regione Autonoma del Guangxi e il Comune di Nannig decidono di istituire il Festival Internazionale della Canzone e del Folclore di Nanning. La città, capoluogo della regione, è uno dei centri culturali più importanti della Cina.
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La canciòn de la barcarola
Sobre una ola de blanca espuma / mi barcarola bogando va / boga que boga mi barcarola / mi barcarola bogando va. / No lleva remos ni timonel / no lleva velas no lleva nada / sòlo los sueňos de un gran poeta / que una quimera quiso soňar. / Sobre la espuma del verde mar / va la barquilla de mi soňar / boga que boga mi barcarola / qué triste y sola bogando va. / ¡No me abandones nunca jamàs! / Boga que boga mi barcarola màs vale siempre vivir soňando / que no enfrentar a la realidad. Alba, 26/4/2005
(Para los amigos italianos como un bonito recuerdo de su estadia en Camagűey. Con mucho cariňo de una amiga) |
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"my berlin” nasce da un breve viaggio fatto a Berlino nell'inverno 2005.
Poco dopo il mio arrivo ho iniziato a prendere appunti, fotografando. E così, tra luoghi e non-luoghi, ho disegnato il mio ritratto della città, quello che mi sarei portato a casa, non solo con le immagini.
Appunti. Impressioni. Atmosfere. “my berlin” è innanzitutto questo.
Le foto di “my berlin” sono state esposte nell'aprile 2005 al Rushomon, in via degli Argonauti a Roma. |
Viaggio al seguito della ONG Campagna Kossovo di Bologna, con destinazione Priština, per assicurare il corretto svolgimento delle elezioni albanesi, marzo 1998. |
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Il suono delle immagini. |
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"Per me la fotografia deve suggerire, non insistere o spiegare", Brassaï |
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